Origlio, otto anni dopo. E che ritorno.
Il Ceresio non giocava a Origlio da otto anni e il ritorno non poteva essere dei migliori. Posso dirlo? È stata la domenica perfetta. La prima vera giornata di primavera, con il sole che finalmente torna a scaldare la pelle e a rimettere energia nell’anima. Quelle giornate in cui il tempo sembra rallentare e stare su un campo da calcio, tra amici e pallone, sembra semplicemente il posto giusto dove essere.
Ad accoglierci, ancora prima di varcare l’ingresso del campo, il profumo inconfondibile degli arrosticini sulla griglia. Merito del mitico Tiziano del comitato dell’Origlio, che con la sua griglia ha dato il benvenuto nella maniera migliore che esista.
Era anche la Festa della Donna, eppure le donne erano lì con noi: mamme, figlie, fidanzate e amiche, a tifare, a ridere e a godersi la giornata sotto il sole insieme a noi.
E poi, ciliegina sulla torta, è arrivata anche la partita a dire la sua: quattro gol segnati e tre punti in tasca che valgono un largo sorriso.
Domenica perfetta. Punto.
Ma andiamo con ordine.
Il tabellino
15′ Ceresio 1-0 (Gygax)
27′ Ceresio 2-0 (autorete)
56′ Ceresio 3-0 (Sylla, rigore)
89′ Ceresio 4-0 (Islamaj)
Risultato finale: FC Origlio Ponte Capriasca 1 – FC Ceresio 4
Qualcuno, guardando la classifica, poteva dare questo risultato per scontato. L’Origlio ultimo, il Ceresio in piena lotta per il titolo, il 6-0 dell’andata ancora fresco nella memoria. Facile, no? No. Perché noi sappiamo che nel calcio non esistono partite facili e di scontato non c’è mai nulla. Come ha ben scritto Jacopo nell’ultimo articolo, un giovane “reporter” di 13 anni con il sogno di fare il giornalista: mai sottovalutare l’avversario, ogni vittoria va sudata e conquistata. E quando arriva, qualunque sia l’avversario, va festeggiata come si deve. Tre punti sono tre punti, sempre.
In campo, il Ceresio parte bene ma nel primo tempo spreca qualche occasione di troppo: tiri fuori, parate del portiere e diverse occasioni ghiotte lasciate sul terreno. Al 15′ però il risultato si sblocca con Andrea Gygax e con uno di quei gol che solo il calcio sa inventare. Dalla fascia fa partire un cross che doveva essere un semplice traversone messo in mezzo per un compagno, ma qualcosa va storto: la palla prende una traiettoria strana, scavalca tutti e finisce direttamente in rete. Un errore trasformato in gol. Come ha fatto a finire in gol quel cross non si sa. Non l’ha capito lui, non l’ha capito il portiere avversario e non l’abbiamo capito nemmeno noi, ma va bene così: 1-0!
Gygax, onesto come pochi, non ha nemmeno provato a far finta che fosse un tiro pensato: niente esultanza plateale, solo un sorriso, quasi una richiesta di scuse agli avversari. Capita. È il calcio. E in fondo ha fatto sorridere tutti.
Al 27′ arriva il raddoppio: splendida imbucata di Alban Salihaj che innesca l’azione, e l’Origlio ci mette del suo con un’autorete. Si va al riposo sul 2-0. E qui, lo confesso, un pensierino l’ho fatto. Tommi Bionda, celebre ex allenatore del Ceresio ormai più di dieci anni fa, diceva sempre che il 2-0 all’intervallo è il risultato peggiore: pensi di aver già vinto, abbassi la guardia e basta un gol per riaprire tutto. Con le occasioni sprecate nel primo tempo potevamo tranquillamente essere sul 3-0 o 4-0. Invece eravamo lì, sul filo. Quella piccola paura dentro ce l’avevo.
Ma la ripresa ha dissipato ogni dubbio. Lo stesso Salihaj, al 50′, si presenta sul dischetto per il tris, ma il portiere dice no, stavolta. Forza campione, ci riproverai la prossima. Ci pensa Ahmed Sylla al 56′ a trasformare il rigore successivo, regalandoci di nuovo la sua firma inconfondibile: gol, e poi capriole e piroette degne di un numero da circo. Ormai è il suo marchio di fabbrica, e speriamo non smetta mai.
A mettere il sigillo definitivo ci pensa Ejmen Islamaj all’89′ con una prodezza balistica da fuori area che non lascia scampo. Quattro a uno, tre punti in tasca e una domenica decisamente positiva.
Uno sguardo agli altri campi
Nella serata di sabato il Breganzona ha vinto 3-1 contro il Basso Ceresio, regalandosi una notte da capolista. Domenica il Ligornetto ha battuto 3-0 il Melide e il Coldrerio ha superato 3-0 il Comano. La classifica rimane quindi invariata rispetto alla scorsa settimana:
🥇 Ligornetto – 33 pt
🥈 Coldrerio – 32 pt
🥈 Ceresio – 32 pt
🥉 Breganzona – 30 pt
Siamo ancora lì, ancora in corsa. La lotta è aperta e ogni punto conta.
Il campo più bello del mondo
Diciamocelo chiaramente: quando si sa che si gioca a Origlio, c’è sempre qualcuno che storce il naso. “Oddio, quel campo in salita…”, “Gli spogliatoi sono dei bunker…”, “Devi attraversare un fiume solo per cambiarti…”
Ma poi esci dagli spogliatoi, ti ritrovi in mezzo al verde e capisci.
Capisci che non esiste campo più poetico di quello di Origlio. Che quella gobba non è un difetto, ma un tratto distintivo. Che giocare in salita non è un problema, è un’avventura. Che quegli spogliatoi improbabili raccontano una storia che nessun centro sportivo moderno potrà mai raccontare.
Il calcio regionale è anche questo: imperfezioni che diventano bellezza e stranezze che diventano memoria. E Origlio, con tutto il suo fascino sgangherato e autentico, ne è forse l’esempio più puro.
Altro che lamentarsi. Tornarci dopo otto anni è stato un privilegio.
Il terzo tempo: l’altra vittoria della domenica
E poi c’è stata l’altra vittoria. Quella che non finisce sul tabellino ma che, se siete qui da un po’, sapete quanto valga per noi: il terzo tempo.
Prima però un doveroso elogio alla società ospite. All’andata, a settembre, quando erano venuti a trovarci da noi, i dirigenti dell’Origlio si erano trovati così bene nella nostra buvette che, ieri, al nostro arrivo a Origlio, hanno offerto da bere a noi del comitato, quasi a voler ricambiare l’ospitalità ricevuta all’andata. Un gesto semplice, ma che dice tanto dello spirito con cui vivono il calcio. Grazie di cuore, ci avete fatto sentire a casa anche a casa vostra.
E noi, da bravi ospiti, abbiamo ricambiato nel modo che ci riesce meglio: fermandoci nel terzo tempo. In tanti. Giocatori, mogli, figli, amici, tifosi, dirigenti, un bel gruppo rumoroso e allegro che ha animato quella buvette fino al tardo pomeriggio. In trasferta, eh. Eravamo noi gli ospiti, eppure eravamo i più numerosi (per non dire i soli…).
Perché il terzo tempo non è un optional, non è un residuo del passato e non è una perdita di tempo. È il momento in cui una squadra smette di essere undici giocatori e diventa qualcosa di più grande. È dove si ride del cross sbagliato di Gygax trasformato in gol, dove si racconta la capriola di Sylla per la decima volta, dove i nuovi arrivati diventano un po’ più parte di questa famiglia.
Le vittorie si festeggiano insieme. Le sconfitte si digeriscono insieme. Ed è proprio in quei momenti, davanti a una birra e qualche risata, che si costruisce quella chimica che poi si vede in campo, quel qualcosa in più che trasforma un gruppo di giocatori in una squadra vera.
Il Ceresio ha sempre saputo farlo. Ed è anche per questo che siamo ancora qui, ancora in alto, ancora a goderci ogni domenica come se fosse un regalo.
Guardando avanti
La primavera è arrivata, la classifica sorride e il campionato è più aperto che mai. C’è tutto da giocare e noi non vediamo l’ora.
Appuntamento sabato a Barbengo: si torna a casa.
📅 Sabato 14 marzo 2026, ore 20:00 – FC Ceresio vs Vacallo
Forza Ceresio, sempre. ⚪🔴